“27duemilaventi”

Ho percorso a lungo i tuoi deserti

inerti

assetata allucinata

d’oasi emozionanti

piedi nudi

scudi danzanti

sempre più stanchi

e tessevo e tessevo

persino la tua sabbia

labile

arida gabbia

castello instabile

per te encomiabile

per te!

testa nella sabbia

sabbia negli occhi

(per te! ma sola…)

finti fiocchi

nodi in gola

amarezza

ogni tua parola

certezza

non si schioda

presunzione

che ti annoda

-Chi si loda s’imbroda,

chi si loda s’imbroda! –


Non è stato in un baleno

ma un mi_raggio

niente meno!

un uomo blu

non sei tu

deserto ormai disertato

quanto ti ho amato.

(immagine da: Takassit Voyages)

Mister Who &…

Anno 2139.

Ore 1:23 …….. ore 2:31 …….. ore 3:00 …..

….. Mister Who soffre d’insonnia. Ormai da tempo, ormai è certo, assicurato, scontato. E’ scontato che una notte per l’altra, in compagnia del suo letto, senza sconto alcuno, non chiuda quasi occhio. Insieme passano gran parte della notte in bianco: l’uno a voltarsi, l’altro ad essere rivoltato. A nulla più servono anche i suoi rituali: nulla c’entra il colore delle lenzuola non bianche o malgrado  siano bianche; nulla c’entra più nulla. Nessuno sconto. Niente da fare… allora si alza e riaccende il pc, riascolta musica, forse gioca un po’, chatta con l’harem delle sue amiche ridotto, essendo ormai le 4.00, alle poche insonni come lui.

Mister Who ancora forse non sa che uno dei motivi per i quali non prende sonno e non si dà pace è  la sua fissazione del “who’re you e who I’m” . La sua maglietta riporta a lettere cubitali ‘THBFDP’  (acronimo di ‘Ti Ho Beccato Figlio Di P ‘)  e gli si legge anche in fronte, perché ha paura, una paura fottuta di essere fregato. Cerca così verità ovunque, trova sorrisi magari anche sinceri, per lui  falsamente ovvi, deliberatamente subdoli. Così, convinto, gioca a THBFDP tutto il giorno con tutti, anche con se stesso, senza tregua. Il suo gioco, per similitudine, ha la sua massima manifestazione nel poker: il Bianco ha una mano quasi imbattibile (per esempio quattro assi), ma il fatto di avere il Nero in pugno gli interessa più del poker d’assi o dei soldi. Tradotto nella realtà quando il Bianco, saggiate le forze del Nero, capisce di avere alte possibilità di riuscita, induce inconsapevolmente il Nero a fare un passo falso in modo da sentirsi autorizzato a prendersela oltre il ragionevole e poter così innescare critiche contro il sistema di vita del Nero. In segreto è felice della provocazione del Nero, perché può sfruttare il torto subìto con il ‘ti ho beccato…’ e continuare a lamentarsi della falsità altrui. L’ineguagliabile appagamento che ne ricava è: “nessuno riuscirà mai a fregarmi!”.

Seppur nel 2139, caro Mister Who,  anche tra umanoidi si continua a parlar d’amore, fraintesi, trappole, incomunicabilità, solitudine, conflitti, verità, … sì perché gli strumenti usati per la nostra fabbricazione non ci danno scampo: anche se quasi automi, anche se programmati per meccaniche sconosciute, ci hanno fornito di sensori  per i quali ancora abbisognamo di emozioni e allo stesso tempo le temiamo. Vogliamo la regola, affinché essa tolga al mondo il suo aspetto pauroso. Terrorizzati dall’incalcolabile, cerchiamo la regola come primo istinto di conoscenza. Conoscere la causa significa prevedere l’effetto, prepararsi o sottrarsi all’accadimento imprevisto, ridurre il timore, placare l’ansia.

Caro Mister Who hai mai provato, dimmi, hai mai provato a sentire le persone separando la follia del corpo dall’anima assetata di verità? Hai mai provato a sentirle? Solo con l’anima, intendo. Sento che forse ci stai provando. Lo sento. Sono una dai percorsi inversi sai e non li cancello, non li rinnego, per me è come stare ad occhi chiusi davanti al sole. Mettitici subito se puoi  e prova anche tu, prova a guardare cosa si presenta sul doppio piccolo schermo, all’interno delle tue palpebre. Cosa vedi, seppur ad occhi chiusi investiti di calda luce?

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Credo tu abbia potuto vedere buio sì, ma non il solito buio, un buio particolare, meno pauroso, un buio luminoso, un buio illuminato e per questo anche illuminante.

Chiediti ora, come fa una persona non vedente a sentire gli altri, a capire chi gli può piacere, a capire chi è sincero e chi no, … come fa? Come fa?! I suoi occhi anche se aperti non possono vedere; è cieco, può solo provare, percepire, sentire, nel suo buio illuminato da quel sesto anzi settimo senso a tanti sconosciuto, in tanti poco allenato, in altri zittito, ma che abbiamo tutti. L’abbiamo tutti. Siamo umanoidi perfezionati e perfettibili. Possiamo ancora sbagliare.

Caro Mister Who, so che ti sarai già chiesto più volte chi sono, se sono davvero chi stai pensando.

Ebbene sì, sono Mrs Soul.  Sì, sì certo, proprio lei, quella del detto sul bene, ‘un bene dell’anima’.

Post scriptum:

anche Mrs Soul, in quanto perfettibile, cade in equivoci. Equivoci dell’anima (in cui si nascondono vertiginose variazioni di significato)…anima a cui capitano ancora, nel 2139, fremiti e sussulti  ascoltando note ‘restanti’ che l’hanno preceduta nella medesima scelta . Ascolta, sente e quella medesima scelta la chiama Caso o  banale coincidenza. Equivoca? Forse sì, o forse sono addirittura le spiccate doti robotiche di  Mister Who che, zigzagando su tessuti di parole, è riuscito ad introdursi nel suo hard disk.

Anche questo è amore. Amore del 2139. O almeno credo.

No Caption Needed — Sephiroth

Dottoressa, qui è proprio come mettere l’anima a nudo. A volte lascio la porta semichiusa nella speranza che qualcuno trovi l’entrata. Che non mi vedano sempre come un cazzo di psicopatico affamato di sangue. Vorrei leggessero la mia reale essenza. Si soffermassero sulle parole che uso. Perché non esiste casualità. Perché poi è uno sbattimento […]

No Caption Needed — Sephiroth

“Je”

“Ciascuno di noi è fermamente convinto di essere l’unico soggetto artefice della propria esistenza.
La nostra identità, definita nell’Io, crediamo sia l’unico volto della vita che ci abita e che noi abitiamo.
Tutto per noi è conchiuso, tutto per noi è calibrato nelle dinamiche del nostro Io sovrano che crediamo di conoscere e di saper declinare in tutte le sue manifestazioni dell’esistenza. Sogni, progetti, speranze, ideazioni, amori, affetti, nulla della vita dell’Io ci sfugge, nemmeno la sua possibile deriva patologica.
Ma è poi davvero così?
La vita che viviamo e che identifichiamo come la vita del nostro Io, è veramente l’unica vita?
E se al di là della granitica certezza di essere abitati solo dal nostro Io ci sorprendesse poi il dubbio di essere coinquilini di un’altra realtà, di un’altra identità più grande più forte di quella che ci fornisce il nostro piccolo Io, quale altra vita vive dentro la nostra vita?
Esiste un doppio?
E se così è, avranno ugualmente senso i nostri sogni, i nostri progetti, le nostre speranze, le ideazioni, gli amori, gli affetti?
La vita che viviamo e che crediamo esclusivamente nostra, è per caso un’illusione? …
Quando crediamo di vivere la vita del nostro Io, di quale altra vita ci scordiamo?”
(Stefania Coluccia)
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“Coup de foudre”

“Mi stupisci…. 17098549_1739234186387633_1717892541932060371_n
…è un colpo di fulmine”
confesso.
E tu,
come perso in mezzo al mare:
“Aspetta però,
il fulmine ancora
e assolutamente no!”
Obtorto collo rispondo:
“E’ un colpo basso:
tu mantieni il controllo,
chiedi cose fuori dal mondo
mentre io ba bar barcollo”
“Io invece te lo ba ba bacerei
quel collo,
non solo al mar
anche al bar
o al bar del mar
o sia al bar che al mar
pure se è un obtorto collo
pure anche se è torto
pure anche se ho torto
magari mentre mangi una torta
o ti prendi una storta.
Una scorta di baci al collo
scollati fin giù
e giù
e più giù…
…non mi scollo più!
Aaaah!
Il colpo di fulmine nooo!”
E io:
“Tesoro mio,
preferiresti il colpo della strega?”