“Je”

“Ciascuno di noi è fermamente convinto di essere l’unico soggetto artefice della propria esistenza.
La nostra identità, definita nell’Io, crediamo sia l’unico volto della vita che ci abita e che noi abitiamo.
Tutto per noi è conchiuso, tutto per noi è calibrato nelle dinamiche del nostro Io sovrano che crediamo di conoscere e di saper declinare in tutte le sue manifestazioni dell’esistenza. Sogni, progetti, speranze, ideazioni, amori, affetti, nulla della vita dell’Io ci sfugge, nemmeno la sua possibile deriva patologica.
Ma è poi davvero così?
La vita che viviamo e che identifichiamo come la vita del nostro Io, è veramente l’unica vita?
E se al di là della granitica certezza di essere abitati solo dal nostro Io ci sorprendesse poi il dubbio di essere coinquilini di un’altra realtà, di un’altra identità più grande più forte di quella che ci fornisce il nostro piccolo Io, quale altra vita vive dentro la nostra vita?
Esiste un doppio?
E se così è, avranno ugualmente senso i nostri sogni, i nostri progetti, le nostre speranze, le ideazioni, gli amori, gli affetti?
La vita che viviamo e che crediamo esclusivamente nostra, è per caso un’illusione? …
Quando crediamo di vivere la vita del nostro Io, di quale altra vita ci scordiamo?”
(Stefania Coluccia)
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“Coup de foudre”

“Mi stupisci…. 17098549_1739234186387633_1717892541932060371_n
…è un colpo di fulmine”
confesso.
E tu,
come perso in mezzo al mare:
“Aspetta però,
il fulmine ancora
e assolutamente no!”
Obtorto collo rispondo:
“E’ un colpo basso:
tu mantieni il controllo,
chiedi cose fuori dal mondo
mentre io ba bar barcollo”
“Io invece te lo ba ba bacerei
quel collo,
non solo al mar
anche al bar
o al bar del mar
o sia al bar che al mar
pure se è un obtorto collo
pure anche se è torto
pure anche se ho torto
magari mentre mangi una torta
o ti prendi una storta.
Una scorta di baci al collo
scollati fin giù
e giù
e più giù…
…non mi scollo più!
Aaaah!
Il colpo di fulmine nooo!”
E io:
“Tesoro mio,
preferiresti il colpo della strega?”

“Zig zag a ritroso”

kafkaBambolaI tuoi pietrosi silenzi
la bambola di Kafka
le note
anche quelle che mi hai dato
il tuo stare al gioco
la mia autocensura.
Potresti smetterla ormai
di guardarmi con quella faccia
tra l’incredulo, il furioso e l’indignato,
il cuore ce l’ho
so stare al mio posto
anche dopo il ventunesimo piano.
Quant’era bella, però, New York…

“Ricordi?”

Ti ricordi quel gioco da bambini in cui uno scriveva o disegnava con le dita sulla schiena dell’altro?
Ecco… vorrei sentire i tuoi polpastrelli percorrere la pelle della mia schiena mentre rimango con gli occhi chiusi ad ascoltare i desideri che mi crei.
(#illibrochenonc‘è)

 

 

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(Talantbek Chekirov, “A new morning”)

“Alors”

-Potrei farti innamorare…
.Non ce n’è bisogno.
-Perché? Lo sei già?
.Sì
-Chissà chi ha avuto questa fortuna! (Sarà sicuramente un ricchissimo snob).
.No, non credo proprio che sia ricchissimo e sicuramente non è
snob. Credi davvero possa innamorarmi di uno snob?! Davvero lo credi?
– No, hai ragione. Scusami. Allora sarà bellissimo.
.De gustibus…
-Insomma, ma allora?!?
.”Allora la moglie di alloro” si dice ancora?
-Ahahah! Così innamorata da matrimonio?
.Chissà, ma dovresti laurearti.
-Sono già laureato e lo sai. Cosa vorresti dire allora?
. Vorrei dirti che allora, oltre a produrre incantevoli melodie,
potresti provare ad ascoltar bene le mie stonature.

(#illibrochenonc‘è)

Risultati immagini per vadim stein

 

(ph: Vadim Stein)

“Bla bla la la la la”

Ne tenti tante
se non tutte
tentenni
provi e riprovi
tentata
cerchi e ricerchi
ma il cerchio non quadra
il cerchio si stringe
diabolico
girotondo
giri in tondo
tipo gatta che si morde la coda
rigirata raggirata
ti ritrovi sempre punto e a capo.
Frustrazione cronica
il cerchio non quadra
il cerchio si stringe
e stringe
soffocante
restringe ogni cosa
emozioni
desideri
condivisioni.
Resisti.
 
La la la la
come una bimba
che non vuole più ascoltare
ma resisti
e fai
la la la la
non ti ha mai ascoltata davvero
la la la la
ascoltati da solo
come ti è sempre piaciuto fare
interrompere
parlare
parlare
e parlare
bla bla bla bla
solo tu
e il cerchio non quadra
il cerchio si è stretto
la la la la
non ho più voglia d’ascoltare
i tuoi
bla bla bla bla
che ben poco sanno
di questo morire lento
né riuscirebbero a supporre
perché
farei vestire il mio corpo
ormai freddo
di pizzo bordeaux.